CON I BAMBINI AL RIFUGIO ALBANI (VAL DI SCALVE)

CON I BAMBINI AL RIFUGIO ALBANI (VAL DI SCALVE)

Non ci sono cime impossibili, è il tempo a decidere quand’è il momento giusto!!!

E’ un mio pensiero che mi sono fatta in questi 4 anni vissuti con una bimba tra le montagne.

Ci sono mete che sembrano irraggiungibili con i nostri bambini, invece alla fine è solo questione di tempo, ed è un insegnamento che imparo in ogni nostra uscita.

Questa è una breve premessa per raccontarvi della nostra meta raggiunta quest’estate, dicendo il nome “RIFUGIO ALBANI” per chi non conosce la zona, ma lo conosce per fama, dirà che con i bambini piccoli è impossibile raggiungerlo se non portati in spalla.  Invece non è così, con i bambini il rifugio Albani è facilmente raggiungibile, certo grazie all’ausilio dell’impianto di risalita, che da una grande mano a coprire il dislivello, ma non per questo il trekking è meno affascinante, di certo più corto e meno faticoso.

Il RIFUGIO ALBANI, si trova in VAL DI SCALVE a 1.939 m slm in località Lago del Polzone, sotto la mole del massiccio della PRESOLANA lungo il sentiero delle Orobie orientali, raggiungibile oltre che dall’abitato di Colere, anche dalla Valle Seriana, tramite la valle di Valzurio.

Il sentiero più conosciuto e famoso è il N. 403 che parte da Carbonera contrata di Colere, affrontando i 900 m di dislivello, qua trovate la nostra escursione fatta nell’autunno del 2019, senza bimba: http://liberiinnatura.it/2019/10/19/rifugio-albani-tra-cielo-e-terra/

Ora i protagonisti diventano i bambini, con due itinerari, che pur essendo semplici, li metteranno alla prova. Due itinerari diametralmente opposti, uno in salita, l’altro in discesa, che vi mostreranno due ambienti differenti, due sentieri che convertono in un unico punto: il RIFUGIO ALBANI.

 

PRIMO ITINERARIO 

Il primo itinerario parte dalla loc. CIMA BIANCA, all’arrivo della seconda seggiovia a 2.100 m, con gli impianti copriamo il dislivello che per raggiungere il rifugio, è davvero importante. Da qui iniziamo a camminare sulla pietraia, mantenendo la destra,  imbocchiamo la ripida salita e nel giro di 20 minuti, raggiungiamo lo Chalet dell’Aquila a 2.250 in località Ferrantino. Da qui possiamo godere di un bellissimo panorama sulla VAL DI SCALVE, sul MONTE FERRANTE e sulla VALZURIO e ovviamente sempre lei la regina delle Orobie: la PRESOLANA.  Posto poco sotto lo Chalet dell’Aquila, parte lo stretto sentiero tra le rocce, ed è la continuazione del sentiero n. 401 delle orobie orientali.

 

Procediamo lungo il sentiero n° 401, in discesa tra le rocce, il sentiero è stretto, ma non vi è assolutamente nessun pericolo, perché non si tratta di un sentiero esposto, l’unica precauzione, alzate sempre bene i piedi e avere sempre un ottimo appoggio, per evitare spiacevoli cadute date dalla distrazione o perché si inciampa in qualche pietra sporgente lungo il cammino.

Il sentiero è prettamente in discesa, con alcuni tratti di piano, la vista non si discosta dalla sagoma della Presolana che si trova proprio di fronte a noi.

Giungiamo al PASSO DELLO SCAGNELLO a 2.080 m, qua giunge anche il sentiero che sale dalla valle di Valzurio e proseguiamo ancora in discesa verso il rifugio Albani, che non dista molto.

Passiamo a fianco della CIMA VERDE, posta poco sotto il passo dello Scagnello, sulla destra c’è il sentierino che risale questa cima tutta verde.

Giungiamo in prossimità del MARE IN BURRASCA, vi chiederete cosa sia….??  Semplicemente delle rocce che viste in lontananza sembrano raffigurare le onde del mare, qua è molto facile avvistare e soprattutto sentire il fischio di qualche marmotta.

Terminata la discesa, proseguiamo in direzione RIFUGIO ALBANI che dista ormai pochi minuti.

Il RIFUGIO ALBANI (1.939 m), è ben conosciuto, come i suoi rifugisti SANDRA e CHICCO, che accolgono tutti, sempre con grande simpatia e allegria, il buon umore, in questo rifugio di certo non manca, come non manca mai un bicchiere di Genepì e l’ottima cucina.  Il rifugio è adagiato su un balcone naturale che da sulla VAL DI SCALVE, dalla loro terrazza panoramica, possiamo ammirare un panorama davvero straordinario su tutta la valle, fino alle nevi perenni dell’Adamello.

Una volta rifocillati, vi consigli di proseguire il cammino verso le ex baracche dei minatori, poste poco sotto il rifugio, un vero tuffo nel passato e nella storia del paese. Sotto ai nostri piedi la roccia è scavata, ci sono una miriade di cunicoli… ci troviamo sopra a quelle che un tempo erano fonte di sostentamento per il paese, “LE MINIERE”, qua si estraeva la Fluorite, è possibile vedere ancora uno dei trenini usati per il trasporto del materiale. In paese sorge l’Ecomuseo delle Miniere Zanalber, un viaggio attraverso i ricordi e momenti di vita dei minatori lassù sotto i piedi della Presolana, consigliatissima una visita.

…IL RIFUGIO VECCHIO E LE EX BARACCHE DEI MINATORI…

…LUNGO IL SENTIERO N° 401…

…IL SENTIERO E’ BEN VISIBILE E DAVANTI A NOI LA REGINA…

…ALLE NOSTRE SPALLE LO CHALET DELL’AQUILA E IL MONTE FERRANTE…

 

Ma se credete che le scoperte siano finite, vi sbagliate di grosso, ma attenzione, leggete bene quello che sto per scrivere perché è molto importante, ai fini di non rovinare le aspettative!! Dopo aver reso omaggio alle ex baracche dei minatori, per noi è come un rito, ogni anno si sale quassù, si va alla croce, rifugio Albani, ex baracche dei minatori.

E quest’anno abbiamo aggiunto un tassello in più al nostro “pellegrinaggio”, IL LAGHETTO DI POLZONE, ma drizzate bene le orecchie e fate attenzione, la nostra escursione è stata nel mese di agosto (anno 2021), viste le abbondanti piogge del mese di luglio, ad agosto fino alla metà circa, il laghetto era visibile ed era una vera meraviglia, un avvenimento davvero unico, non so quando si ripeterà.

…LAGHETTO DEL POLZONE…

Il laghetto del Polzone è ben visibile tra giugno e luglio, poi dipende dalla neve caduta in inverno, noi abbiamo avuto la fortuna di ammirarlo nel periodo del disgelo, una vera meraviglia, con il ghiaccio ancora sul fondale e tanti piccoli iceber galleggiare nelle acque turchesi.

Per ammirarlo in tutto il suo splendore il periodo migliore è di sicuro giugno, poi piano piano va sciamando, fino a ridursi a una misera pozza d’acqua nel mese di agosto.

Cosa che quest’anno (2021) non è stata così, fino a quasi la metà di agosto il lago era li per farsi ammirare, sotto la parete NORD della PRESOLANA.

Raggiungere il laghetto è davvero semplice e in circa 20 minuti dal rifugio lo si raggiunge, seguendo il sentiero del COLLE DELLA GUAITA.

Una volta raggiunto il laghetto, sono iniziati i giochi, i bagni ai piedi. Abbiamo approfittato della meravigliosa giornata per fare il giro completo del laghetto.

…LAGHETTO DEL POLZONE…

 

Ed ora, si riprende la via del ritorno, perché altrimenti perdiamo la discesa con la seggiovia.

Dopo aver percorso il perimetro del lago, risaliamo lungo le pendici fino a ricongiungerci al sentiero, ripercorrendolo a ritroso verso il rifugio. Ora la via del ritorno è tutta in salita.

Superiamo le ex baracche dei minatori e procediamo in salita, oltrepassiamo il rifugio e facciamo un ultima sosta per ammirare ancora tutto questo bellissimo paesaggio, raggiungiamo la CROCE che è posta poco sopra il rifugio, foto di rito con alle spalle la Presolana, non so quante foto avrò di questo panorama, ma ogni volta è impossibile salutare questo luogo senza portare a casa uno scatto ricordo della giornata.

…IL PANORAMA SULLA PRESOLANA DALLA CROCE…

Riprendiamo il cammino sulla larga mulattiera che piano piano ci riporta in Cima Bianca per riprendere la seggiovia. Il cammino è tutto in salita, in alcuni punti anche abbastanza ripida, solo un breve tratto di piano ma in 30 minuti raggiungiamo la seggiovia, terminando così il nostro fantastico giro ad anello, tra montagne e paesaggi stupendi.

E anche oggi ci portiamo a casa tantissimi bei ricordi, tanti sorrisi e risate…. con i bambini rivediamo tutto con occhi nuovi e soprattutto attraverso i loro occhi….

TO BE CONTINUE……

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