ALLA SCOPERTA DEGLI ALPEGGI SCALVINI: LE MALGHE DI BARBAROSSA

ALLA SCOPERTA DEGLI ALPEGGI SCALVINI: LE MALGHE DI BARBAROSSA

Oggi vi portiamo a scoprire un angolo della VAL DI SCALVE davvero inedito e poco frequentato, forse più conosciuto e apprezzato nella versione invernale, ma noi vi raccontiamo il suo lato ESTIVO, fatto di spazi immensi, prati verdi, mucche al pascolo e panorami che riempiono il CUORE e L’ANIMA. Qua il silenzio regna sovrano,  interrotto solo dal fischio di qualche marmotta e dai campanacci delle mucche. Un itinerario semplice ma deve essere conquistato. Qua la natura regna sovrana e si concede all’escursionista in cerca di pace lontano da tutto e da tutti.

Il nostro cammino ci porta a scoprire le MALGHE DI BARBAROSSA, stupendi ALPEGGI posti sopra il grazioso paesino di TEVENO (fraz. di Vilminore di Scalve) da dove parte il nostro itinerario.

 

COME RAGGIUNGERE LA FRAZIONE DI TEVENO

  • PRIMA POSSIBILITA’: attraverso il PASSO DELLA PRESOLANA, che mette in collegamento la Val Seriana con la Val di Scalve. Scollinato, seguiamo la strada fino alla frazione Castello qua troviamo il bivio per Colere, svoltiamo a sinistra e proseguiamo fino a giungere all’abitato di quest’ultimo,  attraversiamo il paese e seguiamo le indicazione per Vilminore di Scalve e proseguiamo su via Magnone (SP 58), attraverso la Val Notte, al termine troviamo TEVENO.

 

  • SECONDA POSSIBILITA’: risalendo la VIA MALA dalla Valcamonica (SP 294), si arriva a Dezzo di Scalve (fraz. di Colere) da qua si prosegue su (SP 61) fino a Vilminore di Scalve, da qua prendiamo la (SP 58) direzione TEVENO passando per  le frazioni di Bueggio e Adenasso, ed eccoci giunti a TEVENO. 

A TEVENO, per i bambini, trovate un bel parco giochi. Invece per quelli che vogliono conoscere più a fondo la storia di questa valle, vi consiglio di leggere, dal sito della Val di Scalve il seguente articolo, che narra e descrive un luogo davvero affascinante che sta tornando ai suo splendori: “LA FUCINA DI TEVENOhttp://www.valdiscalve.it/arte-e-cultura/fucina-di-teveno/

Prima di iniziare il nostro racconto su questo bellissimo itinerario, vi indico alcuni punti da tenere in considerazione per rendere piacevole questa giornata:

  • CAPPELLINO: le MALGHE DEL BARBAROSSA sono esposte al sole per l’intera giornata.
  • CREMA SOLARE: per evitare spiacevoli scottature.
  • ACQUA: portatevi scorte d’acqua perché lungo il percorso non ne troverete.
  • PUNTI RISTORO: alle malghe del BARBAROSSA non vi è un rifugio, quindi l’unica alternativa è un bellissimo pic-nic tra i fiori. Per chi come me non sempre a voglia di fare i panini, ma preferisce acquistare in loco, così da poter assaggiare specialità tipiche del luogo, vi suggerisco l’OSTERIA BASTIOLI, si trova proprio in TEVENO, qua potete iniziare con una ricca colazione per fare il carico di energia, nel frattempo vi prepareranno dei gustosi panini da portare con voi e gustarveli tra gli alpeggi del Barbarossa oziando su un bellissimo prato fiorito. Di seguito il link alla loro pagina Facebook così per curiosare e conoscere la loro cucina: http://it-it.facebook.com/OsteriaBastioli/. E per terminare la giornata nei migliore dei modi, fermatevi per una gustosa merenda o per un aperitivo per brindare alla giornata appena trascorsa. Per noi da tradizione era e lo è ancora partire da Colere e andare a mangiare il gelato a TEVENO, proprio all’Osteria Bastioli, con la scusa di portare i bambini al parco giochi.

Apro un’altra piccola parentesi per dare ulteriori delucidazioni al nostro percorso: l’itinerario non presenta nessuna difficoltà, in quanto non vi sono tratti esposti, si tratta di una comoda mulattiera, per poi proseguire su un comodo sterrato, fino ai prati dell’alpeggio. La mulattiera però è una costante ripida salita che da davvero pochissima tregua o quasi nulla, per cui è assolutamente un percorso non adattato ai passeggini da trekking (non fatevi ingannare dalla strada cementata). Si a zaino porta bimbo. Per i bimbi più grandicelli, dai 6 anni in su abituati a camminare.

Per gli adulti, un minimo di gamba e fiato ci vuole, non intraprendete questo itinerario come primo dopo uno stop di mesi. Ma con un minimo di allenamento sarà un percorso che vi appagherà e vi darà grandi soddisfazioni in termini di vedute e spazi.

Cosa molto importante visti i tempi che corrono, è un itinerario non molto frequentato, quando siamo saliti noi nell’agosto del 2020 in totale abbiamo incontrato 5 persone di cui una era il pastore e gli spazi sono davvero ampi, quassù di sicuro non c’è il problema di mantenere le distanze!!

Ora però iniziamo il racconto, giunti a TEVENO lasciate l’auto al parcheggio di “VIA BARBAROSSA” nei pressi del campo da calcio, proprio al termine della via (libero non a pagamento).

Da qua ci incamminiamo lungo una stradina sterrata a fianco del parcheggio, su di un palo in legno una targhetta metallica indica 2 ore malghe di Barbarossa sentiero n° 407. Partiamo da una quota di 1.120 m s.l.m. per arrivare ai 1.832 m s.l.m. della MALGA ALTA DI BARBAROSSA con un dislivello di 703 m. Al termine della stradina sterrata inizia la comoda ma ripida mulattiera che costeggia i prati di TEVENO, la salita parte subito di slancio senza fare sconti, ai bordi grandi cespugli di lamponi ci richiamano a se, come resistere. Lungo il cammino ci siamo imbattuti in cespugli stracolmi di questi succulenti frutti.

Prima di entrare definitivamente nel bosco, ci rigiriamo e ammiriamo l’abitato di TEVENE e PEZZOLO e le montagne  circostanti.

…IL PANORAMA VERSO TEVENO VISTO DALLA STRADA MULATTIERA…

Proseguiamo il cammino e ci addentriamo sempre di più nel bosco, superando un meraviglioso ruscello, che al ritorno dalle malghe ha saputo rinfrescarci con le sue acque gelide, da qua in poi scordatevi l’acqua, lungo il restante percorso.

Non mi dilungo molto sul fatto della ripidità del tracciato, penso di essere stata esaustiva, ma vi lascio solo i punti salienti dove fare attenzione.

A un certo punto troverete un bivio, una stradina alla vostra sinistra che si addentra nel bosco sentiero n° 431 croce Pizzo Petto, voi non badate a questa deviazione ma ripiegate a destra procedendo sempre sulla mulattiera.

Salendo poco alla volta il bosco inizia a diradarsi sempre più, su di una pietra inserita in un muro di contenimento troviamo la scritta “BARBAROSSA“, ok siamo sulla strada giusta, la mulattiera prosegue con alcuni tornanti fino a giungere finalmente fuori dal bosco. La vista alle nostre spalle inizia ad aprirsi ancora l’ultimo sforzo e a breve la mulattiera terminerà lasciando spazio allo sterrato con pendenze molto più dolci.

…TERMINE DELLA MULATTIERA…

…INIZIO DELLO STERRATO…

…IL SENTIERO PUNTA AL CIELO…

Proseguiamo il cammino abbandonando definitivamente la cementata e proseguiamo lungo una comoda e decisamente meno ripida mulattiera che inizia a regalarci i primi panorami straordinari di questa giornata, che saranno un susseguirsi di viste mozzafiato.

Intravediamo finalmente la prima malga, la MALGA BASSA DI BARBAROSSA a 1.704 m s.l.m., procediamo lungo la salita che ci divide da quest’ultima e giunti nei pressi della malga facciamo una piccola sosta per riprendere fiato e ammirare a pieno tutta la bellezza di questo luogo. Nella piccola stalla adiacente alla baita, fa capolino la testa di un vitello in cerca  di attenzioni.

… MALGA BASSA DI BARBAROSSA 1.704 m s.l.m. …

…UN GIOVANE VITELLO IN CERCA DI COCCOLE…

…PROSEGUENDO VERSO LA MALGA ALTA DI BARBAROSSA…

Superiamo la MALGA BASSA DI BARBAROSSA, per proseguire verso quella superiore. Terminata la salita, proseguiamo per un breve tratto sul di un pianoro aggirando una pozza d’acqua e riprendiamo la salita.

Ed ecco finalmente apparire le mucche al pascolo delle varie aziende agricole locali. Foto di rito, impossibile non immortalarle, come ripeto spesso sono degli ottimi soggetti da fotografare, non si imbarazzano trovandosi davanti un obiettivo, anzi molto spesso si mettono pure in posa.

Ma cosa viene prodotto con il latte di queste mucche?  Il più conosciuto è di certo la formagella di Scalve (nel 2007 ha vinto la medaglia d’argento alle olimpiadi internazionali del formaggio di montagna) insieme ad altri molti gustosi formaggi. Potete acquistare i prodotti locali presso la Latteria sociale di Scalve che si trova a Vilmaggiore di seguito il link: http://www.latteriasocialediscalve.it .

Proseguiamo per l’ultimo tratto in salita, che ci porta ai piedi della MALGA ALTA DI BARBAROSSA a 1.832 m s.l.m. 

Ci spostiamo poco sopra e ci accomodiamo in questo piccolo angolo di paradiso per il nostro pic-nic. Qua il silenzio regna sovrano, interrotto solo da qualche fischio delle marmotte. Ormai sembra scontato dirlo ma da quassù la vista è davvero una meraviglia. Spaziamo dal Pizzo di Coca il re delle Orobie, lo sguardo poi scende verso la strada che porta verso il passo della Manina, il monte Sasna, il Tornello, in fondo vediamo il Concarena e più vicino il Pizzo Camino, la visibilità arriva fino ai monti del Maniva. Semplicemente va in scena lo spettacolo della NATURA.

Solo per informazione, noi non abbiamo ancora avuto il piacere di compierlo, il sentiero prosegue fino a giungere al Passo della Manina per poi ridiscendere verso il rifugio Cà Rosse e poi alla frazione di NONA, proseguendo sul sentiero n° 407, dal passo poi si prosegue in discesa lungo il percorso n° 408 che porta al paese di NONA (di seguito il nostro racconto sul passo della Manina lungo il sentiero n° 408): http://liberiinnatura.it/2020/11/30/trekking-con-i-bambini-al-rifugio-ca-rosse-val-di-scalve/

Da questa pace surreale che non si vorrebbe abbandonare, ci rimettiamo in cammino sulla via del ritorno, sulla medesima via compiuta la mattina.

Cosa mi ha lasciato questa escursione? Un grandissimo senso di pace e di stupore, di meraviglia e gratitudine e conservo gelosamente nel cuore quei panorami che il BARBAROSSA sa regalare.

A presto.

Chiara – Liberiinnatura

… MALGA ALTA DI BARBAROSSA 1.832 m. s.l.m. …

…MALGA ALTA DI BARBAROSSA E MONTE BARBAROSSA…

…PANORAMI CHE RIEMPIONO IL CUORE DI GIOIA…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *