TREKKING INVERNALE IN VAL D'INTELVI: AL RIFUGIO PRABELLO CON I BAMBINI

TREKKING INVERNALE IN VAL D'INTELVI: AL RIFUGIO PRABELLO CON I BAMBINI

Come regalo di NATALE, prima di ripiombare nel lockdown, ci siamo concessi una bella camminata sulle montagne vicino casa, la Valle d’Intelvi a un’ora di macchina, è stata la nostra boccata d’aria fresca, un’occasione da non sprecare per trascorre qualche ora di spensieratezza e di libertà sulla neve con la nostra piccola.

A colpo sicuro, la nostra scelta è ricaduta sul RIFUGIO PRABELLO, rifugio conosciuto nella primavera del 2019, visto al risveglio della primavera, ora volevamo conoscere il suo volto invernale, ricoperto da una coltre candida di neve e così è stato.

Il rifugio Prabello, entra di diritto, se vogliamo fare una classifica, nelle prime posizioni dei rifugi perfetti per le famiglie, dislivello contenuto, diversi punti di partenza per raggiungerlo, un’ottimo spazio esterno per giocare con i bambini, panorama stupendo. Gianni e  Cinzia, i titolari, gestiscono questo piccolo angolo di paradiso alla perfezione. La loro cortesia, gentilezza e ospitalità sapranno conquistarvi e la cucina di Gianni saprà prendervi per la gola, appagando anche i palati più esigenti.

Il percorso che abbiamo affrontato per raggiungere il rifugio è il medesimo fatto nella primavera del 2019, partendo da PIANO DELLE ALPI (970 m slm), dove troverete diversi punti dove parcheggiare l’auto a bordo strada (non numerosi).

Iniziamo a camminare nella piana innevata alla nostra sinistra, in direzione del bosco. Alzando gli occhi al cielo il rifugio lo vedrete sopra le vostre teste al limite del bosco. Dalla piana si ha anche una bella visuale sul lago di Como e sull’Eremo di San Zeno.

Ci dirigiamo in prossimità del bosco, qua troviamo la prima segnaletica, una freccia  dal colore giallo ci indica la strada da prendere (RIFUGIO PRABELLO 45 min.). Ci addentriamo nel bosco e iniziamo a camminare lungo la strada mantenendo la destra, il sentiero è ben indicato, nei bivi troverete sempre le indicazioni per non sbagliare.

La camminata inizia con una leggera salita costante e poco più avanti troviamo la prima ripida salita del percorso, un canale che risale attraverso il bosco per poi sbucare in un pianoro.

 

 

Procediamo sempre all’interno del bosco imbiancato proseguendo lungo il piano, giungiamo ad un altro bivio, qua una bellissima segnaletica, un aquila intagliata nel legno (l’intaglio è stato creato da Gianni il rifugista) ci mostra la strada da percorrere, mantenendo sempre la destra (sulla sinistra il percorso è dedicato alle MTB).

 

Continuiamo a camminare lungo questo bellissimo pianoro, svoltiamo leggermente a sinistra, anche qua una stupenda segnaletica incisa nel legno (che rappresenta il Sasso Gordona), ci indica il cammino.

Il piano sta giungendo al termine, ci troviamo di fronte ad un altro bivio, la segnaletica ci indica di prendere la strada che prosegue alla nostra sinistra, da qua il sentiero riprende a salire costante. La nostra piccola che tranquillamente si fa scorrazzare seduta sul bob, ma è giunta l’ora di camminare un pochino, ovviamente non è tutto rose e fiori, ma con qualche trucco e qualche storiella inventata al momento, poco alla volta riusciamo a fargli fare un tratto di sentiero.

Camminare su un sentiero e camminare su un sentiero innevato, tengo a precisarlo sono due cose opposte, sulla neve i bambini soprattutto i più piccoli fanno molta più fatica. Adelaide ha camminato per un tratto in salita, mano nella mano con me, se d’estate è una passeggiata, l’inverno non è così facile gestire la cosa ora che non usiamo più lo zaino porta bimbo e trainarla nel bob diventa sempre più stancante per il peso. Le scivolate sono all’ordine del giorno, ma tanto la neve attutisce i colpi, quindi non è un problema. Il mio consiglio è di abituarli gradualmente poco alla volta, con tratti brevi, in quanto si stancano molto di più e più facilmente.

Di sicuro, la cosa migliore è trovare tracciati dove sono presenti ampi tratti di piano, mulattiere, che rendono più agile il cammino, però bisogna abituarli anche alle salite.

 

Dopo una meritata pausa lungo il percorso facendo tuffi nella neve, proseguiamo il percorso lungo il secondo tratto più ripido del percorso ed è anche quello che ci immetterà nella comoda mulattiera che da li in pochi minuti ci condurrà al rifugio.

La piccola risalta sul bob è riprendiamo il cammino, il sentiero svolta leggermente a destra e riprende a salire deciso, ci alterniamo a trainare il bob, ma la salita si fa sempre più ripida a metà e quindi intervengono le spalle di papà!!!

Abbandoniamo il bosco e ci congiungiamo alla strada mulattiera, ormai il rifugio è ben visibile e da li in 10 minuti lo raggiungiamo, camminando sulla comoda mulattiera.

La vista si apre sulla valle d’Intelvi, ben visibile Pian delle Alpi dove abbiamo parcheggiato l’auto, sarebbe visibile anche il monte Generoso (Svizzera) se fosse sereno, ma oggi le nuvole la fanno da padrone.

Ed eccoci arrivati alla nostra meta, il RIFUGIO PRABELLO (1.210 m slm).

 

Il RIFUGIO PRABELLO si trova a 1.210 m slm in VAL D’INTELVI in provincia di Como,  al confine tra ITALIA e SVIZZERA, tra la val D’intelvi (Italia) e la valle di Muggio (Svizzera). Posizionato sotto il SASSO GORDONA, lungo il sentiero N° 1, LA VIA DEI MONTI LARIANI.

Il rifugio come si apprende dal sito fu costruito intorno al 1.800 con l’intento di creare un luogo di villegiatura per gente benestante, ma nel 1900 con l’avvento della prima guerra mondiale e la costruzione della linea Cadorna, fu trasformato dapprima in ricovero militare per chi lavorava alla costruzione delle trincee e a seguire in caserma della Guardi di Finanza.

Dal rifugio parte il sentiero che in circa 40 minuti vi porta in cima al Sasso Gordona dove si potrà ammirare il lago di Como e la confinante Svizzera, è possibile anche lungo il percorso visitare le trincee e i bunker della prima guerra mondiale (a noi questo tratto manca ancora ma di sicurò in futuro sarà oggetto di visita).

Tra l’altro il rifugio può essere raggiunto anche in MTB o E-BIKE,  seguendo diversi percorsi, è nostra intenzione in primavera provare il percorso che parte poco sotto la vetta del Monte Bisbino sopra Cernobbio e giunge fino al rifugio Prabello (quindi incrociamo le dita e auguriamoci una splendida primavera). Vogliamo testare anche un altro sentiero per giungere al rifugio, la mulattiera che parte poco prima di raggiungere PIANO DELL’ALPE dove parte l’itinerario descritto oggi. Così da poter dare maggiori informazioni e soprattutto se è possibile raggiungerlo con passeggino da trekking (quindi attendiamo fiduciosi la primavera).

Dal rifugio si ha una bellissima vista sulla val d’Intelvi e parzialmente anche sul lago di Como, ben visibili le montagne della sponda lecchese, la Grigna e il monte Legnone in prima linea.

 

Come detto in precedenza, ad attendervi al rifugio trovate GIANNI e CINZIA, i gestori del rifugio, insieme alla loro ottima cucina, PIZZOCCHERI davvero deliziosi, tra i più buoni che abbia mai mangiato. Il  tutto contornato dalla loro gentilezza e cortesia.

Abbiamo mangiato in una graziosa saletta davanti al camino, con una bellissima visuale all’esterno, il tutto ricoperto dalla neve a fatto si che quel giorno fosse un po’ come NATALE.

Il tempo di percorrenza per raggiungere il rifugio in inverno va da 1 ora a 1.30, noi ci abbiamo impiegato 1.30, ce la siamo presa con comodo, la piccola si è fermata a giocare lungo il percorso, pause fotografiche e noi fuori allenamento.

Consiglio di percorrere il percorso con le ciaspole, noi non le abbiamo utilizzate perché con la bambina al seguito ci limita troppo nei movimenti, ma la neve non era compatta e si sprofondava molto, le ciaspole sarebbero state utilissime.

Per pranzare al rifugio è obbligatoria la prenotazione e il pranzo è servito su due turni (12.00 – 13.30).

Terminato il nostro spettacolare pranzo, ringraziamo e salutiamo i rifugisti, con l’augurio di poter tornare presto in questo meraviglioso luogo.

Il ritorno è avvenuto lungo il sentiero dell’andata, ma la discesa è molto più veloce soprattutto se l’affronti con il bob!!!

A Pian delle Alpi se avrete ancora voglia di camminare un pochino, scendete verso un abitazione privata la troverete sotto il parcheggio e stando alla sinistra dell’abitazione potrete ammirare una bellissima vista sul lago di Como.

Ora vi lascio alcuni dettagli per organizzare la vostra escursione:

  • PIAN DELLE ALPI (Val d’Intelvi) si raggiunge grazie alla STATALE REGINA che costeggia il lago di Como, arrivati ad Argegno, troverete le indicazioni per la Val d’Intelvi, seguite la strada fino a San Fedele D’Intelvi e da qui per Casasco d’Intelvi fino a giungere a Pian delle Alpi (attenzione nel cuore del paese di Casasco la strada è veramente stretta tanto da passere una sola macchina). Qua negli spazi che trovate a bordo strada potete lasciare l’auto. Non vi è nessun costo per il parcheggio
  • Da Pian delle Alpi (970 m) al rifugio Prabello (1.210) la tempistica sono 45 minuti, in inverno calcolate dall’ora a all’ora e mezza, consigliate le ciaspole, per i bimbi zaino portabimbo e bob che si divertiranno nell’essere trainati e al ritorno lungo le discese. Il percorso non presenta nessuna difficoltà ed è ben segnalato, cosa che oggi giorno non è così scontata e un grazie ai rifugisti che ci mettono tutto il loro impegno e passione per mantenere in ottimo stato i sentieri e perché no abbellendoli anche con qualche tocco personale.
  • Il dislivello è davvero minimo sono 240 m.
  • Per pranzare al rifugio bisogna prenotare di seguito il link dove trovate i contatti: http://www.prabello.it/
  • Il rifugio può essere raggiunto da diversi itinerari noi vi abbiamo raccontato quello provato di persona, aspettiamo fiduciosi la primavera per poter conoscere anche gli altri itinerari che conducono al rifugio Prabello.

A presto

Chiara – Liberiinnatura

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