TREKKING CON I BAMBINI AL RIFUGIO CA' ROSSE (VAL DI SCALVE)

TREKKING CON I BAMBINI AL RIFUGIO CA' ROSSE (VAL DI SCALVE)

Chi conosce il rifugio CA’ ROSSE? Di sicuro, i frequentatori assidui delle OROBIE  sanno quale escursione voglio farvi conoscere oggi.

Ci troviamo nella nostra amata VAL DI SCALVE e il nostro itinerario parte dal piccolo ma grazioso abitato di NONA (frazione di Vilminore di Scalve), qua parte il sentiero n° 408 che conduce al PASSO DELLA MANINA (1.796 m). Questo passo divide la VAL DI SCALVE dalla VAL SERIANA e i comuni di Valbondione e Vilminore di Scalve. In cima al passo troviamo la chiesetta della Madonna Pellegrina, costruita nel dopoguerra (1948), che fa parte del cammino “ALTA VIA DELLE GRAZIE” un tour spirituale e di scoperta per valorizzare il territorio della Val Seriana (la chiesa è parte del tour n° 7 LIZZOLA – ARDESIO). Per saperne di più, di seguito il sito dove potete conoscere la storia di come è nata L’ALTA VIA DELLE GRAZIE e le tappe di questo tour: http://https://www.altaviadellegrazie.com/

Inoltre da qua transitano interessanti itinerari: la discesa tramite il sentiero n° 307 verso l’abitato di Lizzola, in Val Seriana. Seguendo il sentiero n° 304 (sentiero delle Orobie) si può raggiungere il rifugio Antonio Curò sempre in Val Seriana (fatto in giornata andata e ritorno 8 ore di cammino, massacrante, ma grande soddisfazione). Oppure seguendo il sentiero n° 401  (sentiero delle orobie) si raggiunge il rifugio Albani ed infine il n° 407 che porta alle malghe del Barbarossa (di seguito il nostro racconto salendo dall’abitato di Teveno): http://liberiinnatura.it/2021/03/13/alla-scoperta-degli-alpeggi-scalvini-le-malghe-di-barbarossa/

Dopo questa piccola parentesi di presentazione della zona, entriamo nel dettaglio del nostro trekking.

Come detto prima il nostro itinerario parte dall’abitato di NONA (frazione di Vilminore di Scalve), che si trova ad una altitudine di 1.341 m slm.

Dopo aver parcheggiato l’auto in un ampio campo sterrato adibito a parcheggio (seguire le indicazioni “Via Manina”, percorrere una breve discesa e trovate il parcheggio, libero, da qua parte anche il sentiero che conduce alla diga del Gleno). Una volta parcheggiata l’auto riprendiamo la strada che ci conduce verso il paese e iniziamo a camminare su “Via Manina” svoltando a destra, proseguiamo in salita, seguiamo la strada  che fa una leggera curva a sinistra, lasciandoci alle spalle le ultime abitazioni. Procediamo sulla strada mulattiera (un cartello con l’indicazione del numero del sentiero n° 408, ci indica Passo della Manina 1.30 – Rifugio “Curò” 5.30 – Rifugio “Albani” 5.30), lasciandoci definitivamente alle spalle il paese.

Procediamo lungo la mulattiera in leggera salita con fondo sterrato circondata dagli ultimi prati, che poco alla volta lasciano spazio al bosco, costeggiamo il torrente NEMBO (tecnicamente parlando, ci troviamo sul lato orografico sinistro della valle del torrente NEMBO) e proseguiamo il nostro cammino, passiamo sopra al torrente, grazie alla strada, che si alterna a sterrato – cementata. Superiamo un paio di baite ormai in disuso e continuiamo lungo la strada, la pendenza in questo tratto iniziale è davvero minima.

Giungiamo in prossimità di un bivio, un cartello indicante il n° del sentiero “408” indica “rifugio Cà Rosse” 30 minuti, “passo della Manina”  1 ora.

Prendiamo la strada sterrata alla nostra destra che procede in salita e proseguiamo sulla stessa. La pendenza inizia ad aumentare, però, mai eccessiva. Anche qua alterniamo tratti di sterrato a tratti di cementata, camminando sempre all’interno del bosco.  Ora il tracciato prosegue tutto su sterrato, però, prestate molta attenzione, il bosco a occhi e orecchie per guardarvi e sentirvi. Lungo il percorso, gli gnomi del bosco sono pronti a salutarvi, se il primo è ben visibile, il secondo dovrete guardarvi intorno. E’ stata la nostra piccola a farci scoprire il secondo gnomo. Dal tronco di alcuni pini tagliati, sono stati disegnati dei simpatici visi di gnomi.

Ormai al rifugio non manca molto, usciamo definitivamente dal bosco e  ai nostri occhi si apre la bellissima vista verso il passo della Manina (davanti a noi) e verso la Presolana (alla nostra sinistra).

Sempre su strada sterrata proseguiamo, circondati da prati adibiti al pascolo. Superiamo un altro bivio mantenendo sempre la destra e risaliamo i due tornanti, prima però una piccola deviazione per salutare le prime mucche che incontriamo.

Ormai manca davvero poco, il rifugio lo vediamo già sopra le nostre teste. Abbandoniamo la strada e proseguiamo lungo i pascoli, che salgono verso la MANINA, facciamo una svolta a destra, superiamo una stalla e siamo giunti al rifugio CA’ ROSSE a 1.637 m, in 1.30 minuti di cammino. Il rifugio BAITA CASE ROSSE GAC  è gestito dal gruppo alpinistico Celadina (GAC).

PICCOLA PARENTESI STORICA: “il rifugio è stato ricavato dalle ex case dei minatori, nella zona è ancora possibile vedere i ruderi di quello che un tempo era la principale fonte di sostentamento della valle. Il materiale principale che venia estratto era il ferro. Le miniere  furono poi smantellate definitivamente negli anni 70′”.

Risaliamo la gradinata ed eccoci alla nostra meta. Il rifugio attualmente è chiuso, però all’esterno si trovano diversi tavoli da pic-nic, un bellissimo balcone naturale, con un bellissimo prato, una vista superlativa sulla vallata e sulle montagne circostanti, inconfondibile la “PRESOLANA”, il Pizzo di Petto, le malghe di Barbarossa e sopra di noi il Monte Sasna e infine il passo della Manina.

Ci accomodiamo su uno dei tavoli presenti e iniziamo il nostro pic-nic. Per i piccoli camminatori, qua abbiamo trovato una piccola sorpresa, come dico io una coccola o meglio una piccola ricompensa per ripagarli delle fatiche appena compiute. A fianco del rifugio troviamo delle altalene, un richiamo a cui è impossibile resistere.

Terminato il riposo, riprendiamo il cammino e ci spostiamo un poco più sopra il rifugio, nei prati, adibiti a pascolo, proprio sotto il passo della Manina, lungo i pendii erbosi, seguendo una traccia, che una volta era il sentiero che conduceva alla Manina. Adesso il sentiero prosegue nel versante opposto.

Il nostro intento non è raggiungere il passo, perché per la piccola di casa sarebbe troppo, già è stata bravissima arrivare fin qua, ma raggiungere un gruppo di mucche che si trovano poco più sopra le nostre teste.

Dopo aver incontrato le mucche al pascolo, la stanchezza per qualcuno inizia a farsi sentire ed allora è giunto il momento di congedarci, salutando il passo della Manina e riprendiamo la via del ritorno sulla medesima strada percorsa la mattina, ma impiegandoci 1 ora per la discesa.

Giunti in paese, come premio un buonissimo gelato e il parco giochi ci attende per finire in bellezza questa piacevole e semplice escursione.

La salita al rifugio CA’ ROSSE e al PASSO DELLA MANINA, è un itinerario molto semplice, grazie alla sua strada mulattiera, raggiungere il rifugio è davvero comodo.

Invece per raggiungere il passo della MANINA, poco prima del rifugio, lungo la strada mulattiera, prima di risalire lungo i tornanti, alla sinistra trovate una strada sterrata in discesa, che prosegue sul lato opposto della montagna, lungo le pendici del MONTE PIZZOL, questa mulattiera che poi si trasforma in sentiero vi porta al passo della Manina (1.796m), in circa 30 minuti, con i bambini aggiungete sempre una buona mezzora in più soprattutto se sono ancora abbastanza piccoli.

La nostra bambina che all’epoca dell’escursione (agosto 2020) aveva 3 anni, ha percorso interamente il cammino da sola, ovviamente qualche capriccio c’è stato, ma con i soliti piccoli trucchetti, siamo riusciti a gestirli e lei ha raggiungere il rifugio con i suoi piedini.

Io consiglio vivamente questo trekking alle famiglie per 3 buoni motivi:

  • percorso semplice e adatto a muovere i primi passi sui sentieri di montagna anche ai più piccoli.
  • la tempistica:  di buon passo in un ora anche meno raggiungerete il rifugio, 1.30 al passo di bambino (3 anni) e il dislivello è un buon compromesso, 296 m (dai 1.341 m della frazione NONA ai 1.637 m del rifugio CA’ ROSSE).
  • terzo ma non meno importate è l’ambiente e il paesaggio, la vista vi riempirà il cuore.

Ed ora alcuni dati tecnici:

  • l’itinerario parte dall’abitato di NONA frazione di Vilminore di Scalve, in provincia di Bergamo, a mio parere la strada più comoda per raggiungerlo è passare per il comune di Colere.
  • Nel paese troverete un campo adibito a parcheggio (gratuito), la partenza dell’itinerario si trova vicino al parcheggio.
  • Il rifugio attualmente è chiuso (2020), vi lascio il link del portale geografico del club alpino italiano dove potrete trovare gli aggiornamenti http://geoportale.caibergamo.it/it/rifugio/baita-case-rosse-gac
  • Ore di cammino: 1 ora / 1.30 con bambini.
  • Dislivello: 296 m
  • Si zaino porta bimbo, passeggino da trekking? Sempre un tasto dolente, ammetto che non sono mai stata una fan dei passeggini, pur avendo acquistato uno da trekking,  in montagna l’abbiamo usato solo una volta, molto probabilmente anche perché, chi frequenta le montagne lombarde, con un passeggino da trekking, sa molto bene che gli itinerari sono davvero ben pochi. Poi personalmente mi sono sempre trovata molto più comoda con lo zaino porta bimbo, poi essendo appassionata di fotografia, tra le mani ho sempre la mia compagna di avventure, posso dimenticarmi di tutto, tranne della macchina fotografica. Detto tutto ciò, potrei azzardare che il sentiero può essere compiuto anche con passeggino da trekking, visto il misto sterrato/cemento. Però personalmente da noi non è stato testato.
  • Periodo per percorrere questo itinerario: primavera inoltrata, estate e autunno.
  • L’itinerario: un mix tra natura e storia di questa valle.

Ora tocca a voi scoprire questo altro angolo suggestivo della val di Scalve.

A presto.

Chiara – Liberiinnatura.

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