TREKKING CON I BAMBINI ALLA CASCATA DI VAL NERA (LIVIGNO)

TREKKING CON I BAMBINI ALLA CASCATA DI VAL NERA (LIVIGNO)

Proseguiamo la scoperta delle vallate che circondano Livigno, una più bella dell’altra, scegliere quale sia la migliore diventa quasi una missione impossibile, ognuna ha il suo fascino, le proprie caratteristiche e a farla da padrone è la natura che regala scorci meravigliosi, passo dopo passo.

Allora iniziamo proprio da quella che ritengo la più selvaggia, rispetto a quelle già visitate l’anno precedente. Oggi ci incammineremo all’interno della VAL NERA e andremo a scoprire la sua famosa CASCATA. Vi chiederete il perché la reputo selvaggia, vi tranquillizzo subito,  non immaginatevi chissà cosa di impossibile ci sia, tutt’altro, è un itinerario relativamente semplice e corto, selvaggia è la natura, l’acqua a farla da padrone, con la sua potenza a creato un vero e proprio canyon. Il fragore e la bellezza della cascata vi meraviglieranno, un ponte tibetano da attraversare per la gioia dei bambini, il tutto immerso in un contesto naturale davvero affascinante.

L’itinerario, come anticipato è semplice però richiede almeno un minimo di esperienza e un attrezzatura da montagna adeguata. Parcheggiamo la nostra autovettura al parcheggio P8 (alla nostra sinistra, salendo verso la Forcola di Livigno e prendiamo la strada carrozzabile che conduce all’Alpe Vago (il nostro itinerario alla scoperta dell’Alpe Vago http://liberiinnatura.it/2020/06/30/trekking-con-i-bambini-allalpe-vago-livigno/), in brevissimo tempo.  Pur avendola visitata il giorno prima, gli alpeggi con le gli animali al pascolo attirano sempre l’attenzione dei bambini, oltre alle mucche, abbiamo incontrato anche cavalli e asinelli al pascolo, per la gioia della piccolina che gli adora.

 

Superiamo l’alpeggio e prendiamo il sentiero lasciandoci alle spalle l’Alpe Vago (indicazione: Casc’chéda da Val Néira, la segnaletica è scritta nel loro dialetto), ora abbiamo due possibilità, prendere il primo sentiero che incontriamo alla nostra destra, oppure il secondo sentiero, dopo il ponte di legno. Non sapendo come siano i tracciati, prendiamo subito il primo di destra.

Dopo un breve strappo lungo i prati, il sentiero prosegue dolcemente, in costante salita ma mai troppo ripida ne faticosa. Attraversiamo un bellissimo bosco di larici e iniziamo a intravedere il torrente Nera alla nostra sinistra, all’interno di questo bellissimo canyon.

 

Inutile dire che lungo il percorso, troverete ottimi punti d’osservazione per scattare foto ricordo meravigliose.

Dopo una breve pausa, proseguiamo il nostro cammino, lungo il percorso sarà facile imbattervi in piccoli torrentelli che scorrono lungo il sentiero, così che per i bambini diventa un gioco, almeno per la mia piccola è così, ogni volta è una sfida tra lei e l’attraversamento dei ruscelli, il più delle volte si finisce con i piedi lavati, sia figlia che mamma!!!

Il sentiero salendo diventa sempre meno omogeneo, con la presenza di sassi in rilievo lungo il percorso, incontriamo dei gradoni creati per rendere più agevole il passaggio e ci fermiamo lungo il cammino ad ammirare ancora una volta il torrente Nera, scorrere a valle.

 

Riprendiamo il cammino e a mio avviso, inizia il tratto più “impegnativo” passatemi il termine, di tutto il tragitto, per chi ha bambini piccoli che camminano, il sentiero si restringe di molto rispetto a prima, non dico che sia a strapiombo, ma di certo bisogna prestare attenzione e dare un aiuto ai piccoli montanari. La salita in questo tratto si fa più marcata e prende quota abbastanza rapidamente, lunghi i lati della montagna, troviamo ancora qualche chiazza di neve (molto facile nel mese di giugno), fonte di gioco e qualcuno azzarda, “lo facciamo un pupazzo di neve!!!!”

Superiamo gli ultimi gradoni e il sentiero torna pianeggiante, sempre molto stretto, oltrepassiamo una piccola cascatella ed eccoci al bivio per la “CASCATA DI VAL NERAn° 115 Casc’chéda da Val Néira 0.05, scendiamo dal ripido sentiero a tornanti e da li a poco alla nostra destra appare la meravigliosa cascata.

 

Ormai possiamo dire di aver conquistato la meta. La tempistica ufficiale da 45 minuti, l’itinerario non è lungo, noi con una bimba di 3 anni che ha sempre camminato ci abbiamo impiegato 2 ore, comprese le pause, andando al suo ritmo e rispettando i momenti in cui voleva riposare e i momenti di gioco.

Terminiamo la discesa, accompagnati dal suono delle acque della cascata e ora per i piccoli montanari la parte più divertente del tracciato, il ponte tibetano, un ponticello in legno, posto sopra il letto del torrente Nera, vi permetterà di oltrepassare il corso d’acqua e giungere sull’altra sponda, dove una spiaggetta di sassi, vi permetterà una visione meravigliosa della cascata.

Per i piccoli, dopo aver osservato con meraviglia e stupore la cascata, per qualcuno ormai è la cascata di fuoco (The Brave) chi ha figlie femmine di sicuro capirà la comparazione al cartone animato,  è giunta l’ora del gioco, impossibile intrattenerli, gara a chi lancia il sasso più lontano, chi cerca di costruire dighe, chi decide che è ora i fare il bagnetto ai propri giochi.

Insomma il divertimento per loro non manca, la natura è sempre un grande stimolo per le piccole menti.

 

Terminato il tempo del riposo e del gioco, riprendiamo il nostro cammino, proseguendo lungo il sentiero compiendo un giro ad anello, il torrente ora si troverà alla nostra sinistra del percorso.

Dalla spiaggetta di sassi, prendiamo la ripida salita a gradoni, per condurci al sentiero, da qui sopra si ha una bellissima vista sulla cascata. Proseguiamo lungo il sentiero in piano, dapprima molto stretto, per poi aprirsi in una ampia e bellissima vallata.

Per chi lo desidera, qua trovate ampi spazi pianeggianti e bellissimi prati per un tranquillo pic-nic.

Il sentiero prosegue in piano per tutta la vallata, quando iniziamo a entrare nel bosco, inizia la discesa verso l’alpe Vago, da prima il sentiero scende molto dolcemente, per poi giungere all’interno del bosco lungo una ripida discesa, prestate attenzione ai piccoli di casa e ai scivoloni, la discesa è veramente ripida. Terminata quest’ultima eccoci di ritorno sui prati che circondano l’alpeggio.

Attraversiamo il ponte in legno, ripassiamo per l’alpe Vago e riprendiamo la via dell’andata fino alla macchina, terminando così la nostra escursione in  Val Nera al cospetto della cascata di Val Nera. 

La discesa richiederà circa 50 minuti, noi ci abbiamo impiegato 1.30.

 

Ed eccoci qua con i dettagli dell’escursione:

Il nostro itinerario è partito dal parcheggio P8 (gratuito) lungo la strada che porta alla Forcola di Livigno e abbiamo seguito le indicazioni per Casc’chéda da Val Néira, passando per l’Alpe Vago.

La tempistica dall’Alpe Vago danno 45 minuti, dislivello circa 255 m partendo da un altitudine di 1.981 dell’Alpe Vago, si raggiungo i circa 2.236 m della cascata . Come ben sapete le tempistiche poi sono relative, dipende dal passo di ognuno di noi, se avete bambini al seguito, la tempistica di sicuro si alzerà, dipendo poi molto dall’età del bambino e dall’abitudine di camminare in montagna, in totale noi ci abbiamo impiegato 3.30. L’itinerario non è adatto ai passeggini da trekking, si allo zaino porta bimbo. 

Lungo l’itinerario, non ci sono punti ristoro, nel caso all’Alpe Vago, potrete acquistare i prodotti caseari di loro produzione a km zero, ma per pranzare ” pranzo al sacco”. Gli spazi dove poter fare un pic-nic non mancano, sulle sponde del torrente di fronte alla cascata troverete una spiaggetta di sassi. Più comodo proseguendo l’itinerario che abbiamo percorso noi troverete ampi spazi di verde dove pranzare. Acqua portatevi dietro la scorta, pur essendo una presenza notevole, lungo il percorso non troverete fontane, ma corsi d’acqua o piccole cascatelle.

Ora che conosco l’itinerario, per chi ha bambini piccoli vi consiglio il giro in senso orario e non antiorario come abbiamo fatto noi. Il consiglio è di prendere la seconda traccia, cioè oltrepassare il ponte di legno e prendere il secondo sentiero che incontrate non il primo come abbiamo fatto noi. Pur avendo subito all’inizio una ripida salita, il resto del tracciato e quasi del tutto pianeggiante, con ampi spazi e il sentiero è molto più semplice.

Ora tocca a voi conoscere questo meraviglioso trekking, sperando di poterlo praticare con il sole e non come noi che nuvoloni grigi ci hanno accompagnato per tutta la giornata

A presto…

Chiara – LiberiInNatura

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *