PEDALATE D'AUTUNNO - PASSO DEL VIVIONE E RIFUGIO BAGOZZA, PEDALARE CON I BAMBINI

PEDALATE D'AUTUNNO - PASSO DEL VIVIONE E RIFUGIO BAGOZZA, PEDALARE CON I BAMBINI

Con queste ultime giornate calde di fine ottobre, non possiamo perdere l’occasione di tornare in val di Scalve per un giro su due ruote, prima che la neve arrivi e copra tutto, sotto il suo mantello bianco.

L’itinerario di oggi è da molto tempo che lo sognavo, ed ecco finalmente arrivare l’occasione giusta, complice un weekend di bel tempo, ci organizziamo per una bella pedalata fino al passo del Vivione, valico alpino alto 1.827 m s.l.m. che mette in comunicazione la val di Scalve con la Valcamonica.

E visto che ormai siamo fuori stagione, il traffico è davvero minimo, quindi ci permette di pedalare quasi in totale silenzio ammirando i panorami che si susseguono al nostro passaggio.

L’itinerario è davvero semplice, in quanto si svolge tutto su strada asfaltata e le pendenze non sono mai eccessive a parte qualche km in località Fondi di Schilpario dove una ripida salita vi fa transitare tra bellissime baite in mezzo al bosco (ex baracche dei minatori) ed un tratto prima di raggiungere località Cimalbosco, dove troviamo anche il rifugio Bagozza, il nostro punto di sosta per un gustosissimo pranzo, per il resto la strada sale dolcemente senza bruschi strappi, permettendo di godere a pieno del paesaggio circostante.

…LA STRADA CHE CONDUCE AL PASSO DEL VIVIONE…

Partendo dall’abitato di Schilpario, la salita al passo del Vivione sono 12 km, noi abbiamo accorciato un pochino le distanze, partendo dalla località Fondi a 1.261 m, per raggiungere la quota di 1.827 m del passo del Vivione, per un dislivello di 566 m per un totale di 9 km. Lasciamo l’auto sul grande parcheggio sterrato sulla destra della strada poco prima delle baite (libero e non a pagamento). Da qui inizia la nostra pedalata, ancora all’ombra, ma poco più sopra i raggi del sole ci accompagneranno per l’intera giornata. Partiamo pedalando sull’ultimo tratto di strada ripido che attraversa le baite, ma piano piano la salita si addolcisce, la carreggiata non è larga, due auto fanno fatica a passare, ma visto il periodo, incrociamo lungo il percorso solo un paio di auto e qualche moto. Il tragitto sale tra bellissimi prati (in primavera sbocciano in una fioritura meravigliosa, assolutamente da non perdere), a tornanti, sotto lo sguardo del Cimon della Bagozza e del gruppo del Concarena, fino a giungere in località Cimalbosco a 1.550 m, qua facciamo una piccola pausa.

Tra i bellissimi colori dell’autunno, ammiriamo il panorama che è davvero spettacolare sulla val di Scalve, non manca il divertimento per la nostra piccola peste, che inizia a lanciare nell’aria le foglie ingiallite cadute dagli alberi, come sempre a loro basta poco per essere felici.

Riprendiamo a pedalare, superiamo il rifugio Bagozza, che dalla carreggiata lo vediamo sopra le nostre teste, sarà la nostra seconda tappa dopo aver raggiunto il passo del Vivione. Da adesso in poi saranno i panorami a parlare, la strada sale ormai quasi in piano, attenzione ad alcuni punti stretti, sopratutto in curve cieche, “per evitare di scontrarvi con qualcuno”.

…VAL DI SCALVE…

 

Giriamo la costa e ci lasciamo alle spalle la vallata, un rettilineo con qualche semicurva ci separano dalla vetta, le ultime pedalate ed eccoci giunti al passo del Vivione e anche questa meta è stata conquistata.

…PASSO DEL VIVIONE…

Il passo del Vivione è davvero stupendo, in cima troverete il rifugio Vivione, attualmente chiuso per la chiusura invernale (in inverno il passo chiude e non è transitabile), posso garantirvi che si mangia davvero bene. Tavoli da pic nic, un laghetto e tanti stupendi itinerari che partono proprio dal passo, fatti negli anni precedenti, uno semplice da fare anche con i bambini è il lago di Valbona, poi abbiamo il passo del Gatto che ci conduce ai laghi del Venerocolo, davvero fantastico e se vogliamo continuare si può raggiungere il rifugio Tagliaferri davvero una meraviglia delle Orobie, grazie al sentiero attrezzato (sarebbe la parte conclusiva del sentiero naturalistico Antonio Curò, che dal rifugio Curò, passa per il rifugio Tagliaferri per terminare al passo del Vivione). Da qui la vista sconfina fino alle cime dalla neve perenne il ghiaccio dell’Adamello è ben visibile. I prati circostanti sono stati abbelliti con delle sculture in legno rappresentanti animali e gnomi.

Dopo aver ammirato il panorama, giocato e riposato, riprendiamo a pedalare a ritroso, verso il rifugio Bagozza, sulla medesima strada dell’andata, fermandoci a catturare ancora qualche panorama sulle cime circostanti.

…VERSO IL RIFUGIO BAGOZZA…

Giunti in prossimità del rifugio Bagozza (Cimalbosco), svoltiamo sulla sinistra in direzione passo dei Campelli, sulla strada cementata in salita, poco più sopra, nel bosco troviamo il cartello rifugio Bagozza con l’indicazione di svoltare a sinistra e proseguiamo fino a raggiungere il rifugio (a piedi lasciando l’auto nei pressi di Cimalbosco, in 5 minuti raggiungete il rifugio Bagozza). Eccoci finalmente al rifugio, affamati ci gustiamo degli ottimi piatti nella meravigliosa veranda, con vista sul Cimon della Bagozza, davvero fantastico, sia la cucina, che la vista e un ottima torta mele e cioccolato per concludere il pranzo nei migliore dei modi. Il rifugio davanti a se ha un bellissimo prato dove i bambini possono giocare liberamente e i genitori godersi il meraviglioso panorama.

…RIFUGIO BAGOZZA…

Da questo piccolo angolo di paradiso incastonato tra le montagne è difficile andar via, ma l’ora giunge sempre, ormai anche la nostra piccola comincia ad essere stanca, salutiamo e riprendiamo la via del ritorno, prima però una foto ricordo con questo meraviglioso panorama.

…LA VISTA DAL RIFUGIO BAGOZZA…
…SULLA VIA DEL RITORNO…

Ora vi lascio alcune indicazioni utili per organizzare la vostra gita.

Ci troviamo in val di Scalve, l’itinerario parte dall’abitato di Schilpario (BG) in località Fondi (1.261 m) dove lasciamo l’auto e iniziamo il nostro tragitto fino a raggiungere il passo del Vivione (1.827 m), tutta su strada asfaltata “SS 294”, il totale dei km percorsi in e-bike sono stati 19 km, per un dislivello di 566m. In inverno la strada viene chiusa al traffico proprio in località Fondi per poi riaprire in primavera inoltrata, in cima al passo troverete il rifugio Vivione (da metà ottobre chiude, per la chiusura invernale per riaprire in primavera con la riapertura della strada). L’itinerario è davvero semplice e con un e-bike è davvero alla portata di tutti, garantendo panorami davvero fantastici. Per il pranzo noi abbiamo sostato al rifugio Bagozza che è sempre una garanzia per l’ottima cucina e per simpatia dei gestori.

Ora vi lascio i link utili che possono servire per l’organizzazione della vostra escursione in e-bike.

Noleggio E-Bike: http://www.presolanaskiebike.it/ – il negozio fornisce anche e-bike per bambini partendo dagli 8 anni in su, visto il percorso se ai vostri bimbi piace pedalare, questa di sicuro è una meta che fa per voi.

http://www.valdiscalve.it/

http://www.rifugi.lombardia.it/bergamo/schilpario/rifugio-gruppo-alpinistico-cimon-della-bagozza.html

http://it-it.facebook.com/atiesseschilpario/

http://www.valseriana.eu/

http://it-it.facebook.com/Vivione1830/

Infine volete conoscere la versione invernale del rifugio Bagozza, leggete qua il nostro racconto:

http://liberiinnatura.it/2019/11/10/al-rifugio-bagozza-e-madonnina-del-campelli-neve-e-divertimento-in-val-di-scalve/

A presto con nuove avventure Liberiinnatura….

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